TuttiUnGruppo
Battesimo
Ragazzi volevo ringraziarvi tutti per aver partecipato al Battesimo di Sofia e di Matilde.
Sono stato contento che siete stati con me e spero abbiate trascorso una bella giornata.ùCi vediamo domani per fare TuG a Fermo, su e giù.
Vorrei ricordare che a breve si terrà la corsa "vai con chi vuoi, dove ti pare, ma che si venuto a fà, potei sta lla casa", a questa non si può mancare, al limite possiamo anche andare e non partire che penso va bene lo stesso. Ci presentiamo, mangiamo e ce ne andiamo!
PS Mi scuso per aver brindato al risultato di Carcarlo con una bottiglia che si è rivelata sfiatato e con preminente sapore di tappo....davvero mi spiace ma in fondo ha fatto 3.59 e alla fine....!
3.59.05: pelo pelo!

Domenica si è disputata finalmente la
Maratona del Piceno che ha visto una partecipazione massiccia del TUG.
Questa volta il racconto parte dalla fine: al 41km mi trovo da solo nel
deserto del lungomare, sotto un sole che inizia a scottare, sono allo stremo delle forze quando vengo ripreso e superato dai pace makers delle 4 ore!
Sembra profilarsi la solita beffa di un tempo poco sopra le 4 ore ed inizio a bestemmiare
inside quando nella mia mente appare in un flashback, non il viso della Madonna di Fatima come si potrebbe suppore, bensi la faccia feroce di Vitto' incrociata durante un lungo qualche settimana prima.
A seguito di questa visione raccolgo le ultime energie e provo a non farmi staccare dai pace.
Quando imbocco il sottopasso che immette nel centro città i pace sono a meno di 100m. Arrivo sul rettilineo del traguardo: il garmin segna 3.58, i pace mi hanno visto e si sono fermati ad incitarmi, abbasso la testa e do' fondo a tutte le energie residue correndo minimo a 4,30, tanto è vero che il personale mi deve fermare per non travolgere tutto.
Passo sotto il timer che segna 3.59.40! Obbiettivo minimo centrato per un pelo!!! Mai provata una soddisfazione più grande da quando ho iniziato a correre!!
Beh forse l'arrivo della prima maratona lo supera, e anche Roma di quest'anno, dove sono arrivato stremato e in lacrime, non è stata male..
Analizzando la mia corsa posso dire che il risultato alla fine conseguito è stato il frutto di una conduzione di gara praticamente perfetta: partito molto piano, a 6.0 circa, lontano da tutti per evitare di cadere in tentazioni competitive, dò tempo al fisico di scaldarsi piano come in allenamento.
Mentre mi avvio lentamente vedo il
Tnt sfrecciare sulla sinistra e sparire in poco tempo.
Percorro cosi i primi 2Km chicchierendo con un amico di vecchia data, tale Giampiero, con cui ho fatto la sola maratona conclusa in condizioni accettabili a Grotta.
Piu avanti incontro il mitico
Avvocato, oggi Sire di PSG, e mi complimento con lui per essere ancora in carica ad un anno di distanza... che riesca anche a fare la terza edizione della maratona?
Ora le gambe girano e piano piano inizio a risalire le posizioni. Al 11Km, al giro di boa del porto, riprendo i pace delle 4 ore. Avendo il vento contro (lo sapevo anche dalle previsioni meteo) mi ficco in mezzo al gruppo deciso a farmi portare da loro sino a PSD.
A differenza dei pace di Roma che mi hanno fatto scoppiare, questi sono simpatici e soprattuto molto regolari.
Inoltre uno dei pace e' una ragazza davvero carina (consigliata anche dal Franz), di cui attualmente ricordo pero' piu' il fondoschiena che il viso essendo sempre rimasto dietro al riparo dal vento...
Al giro di boa di PSD incrocio gli altri componenti del TUG, tutti in ottime condizioni e pari se non avanti ai rispettivi pace...beati loro...
Al 30km le gambe sono perfette; a darmi fastidio sono solo i carbogel, che assunti a intervalli regolari, ora mi si sono piazzati sullo stomaco e mi danno quel fastidiosissiomo senso di nausea.
Decido di rischiare e aumento il ritmo cercando di tenere 5.20 e progressivamente stacco i pace.
Intorno al 32Km vedo una vecchia conoscenza della podistica (Rom) e decido di dargli una piccola intostatina non sapendo che lei non faceva tutta la maratona...
Al 35 il senso di nausea inizia a farsi fortissimo, ora sento proprio una palla sullo stomaco che mi taglia le gambe; devo fermarmi a vomitare.
Rimesso parzialmente il carbogel mi sento meglio e quindi riesco a riprendere abbastanza bene anche se ha un ritmo piu' basso e il resto e' noto..
Per la cronaca l'ultima porzione di carbogel ho finito di vomitarla qualche ora dopo la fine della corsa, inoltre in gara il senso di vomito mi ha impedito anche di bere acqua, aggiungendo il problema della disidratatazione con conseguente calo delle prestazioni.
Evidentemente questi prodotti non fanno per me, ora dovro' studiare qualcosa di alternativo per alimentarmi in gara altrimenti le lunghe distanze rimarranno sempre ostiche.
Da ricerche in internet ho visto che e' un problema comune e molti hanno deciso di non prendere niente in gara, ma solo prima: occorre sperimetare.
Una nota sul percorso: molto bello la parte inziale con i viali alberati sgombri dalle auto e dai SUV, ostico come sempre il lungomare di PSD (lu fittero'), carino anche l'arrivo sul viale della stazione, con tribune laterali stile New York. Questa e' un'idea partorita sicuramente dalle manie di grandezza dell'Avvocat, della serie: se NY avesse lu mere sarebbe una piccola PSG (battuta in barese: se Parigi avesse lu mere, sarebbe una piccola Bare).
Sugli altri componenti del TUG non posso dire molto senonche' mi hanno stupito con le loro prestazioni, non posso negare che ho pensato che qualcuno lo avrei raccolto per strada, mentre invece a momenti dovevano raccogliere me!
Tnt ha sparato un 3.28 che mi ha impressionato piu' del 3.21 dello scorso anno. E' vero che mi ha allenato (o lo ho allenato io?) tutto l'inverno ma non pensavo avesse una tenuta del genere! Si dimostra ancora una volta un'animale delle lunghe distanze: piu' fa' kilometri piu' trova energie, la 100Km la sua prossima impresa?
Paulpadi altrettanto valido, con una preparazione approssimativa, e con problemi alla caviglia che lo hanno fermato per qualche giorno (forse una mano santa il riposo forzato) ha stampato un 3.47 davvero ottimo.
Non dimentichiamo poi
Sissy, che ha conseguito il personale di 48min sulla 10Km!! Aveva detto che avrebbe fatto i primi 10 con me, invece si e' affiancata in partenza, ha visto che andavo troppo piano anche per lei, ha accelerato e mi ha abbandonato zigzagando tra le persone: mi ha ricordato il Tnt dei tempi d'oro, quando saltava sopra le persone in partenza!!!!
Alcuni flash dalla Maratona:
- La canotta del Tnt, ovviamente di marca, con incitamento delle figlie, fatta stampare da una grandissima Stefy, che ogni volta ci sorprende con le sue trovate. Solo la scritta avrei cambiato nella piu' classica:"Non correre papa', pensa a noi!" (vedi foto).
-
Vitto' al sabato al ritiro pettorale gia' scalpitante (secondo me se corre come VLR con una gomma freno da centometrista non se ne accorge).
- Tort la mattina della partenza, tirato a lucido e piastrato (i capelli) con l'espressione di chi sa' il fatto suo. Tra l'altro era stato annunciato dallo speaker al sabato come uno dei forti atleti locali al via: so' soddisfazioni!
- Le
Adecchine, veramente notevoli!! Se a qualcuna serve un fidanzato di corsa sono disponibile, anche per trasferte.
Alla prox, bastardi, un giorno ritornero' ad aspettarvi all'arrivo, docciato, piastrato, lampato, ingiacchettato alla partenza come Tort.
CRC
LucaRace 2

Basta ragazzi ad Aspettare la vita è adesso ogni vostra azione è comunque un successo!!!....paura della schioppo della crisi ma non esistono.
Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati,quando avremo un primo figlio o un secondo.
Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o per quello e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti. Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato quest'età. Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare. Ma se non cominciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo? Dovremo sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere. Tanto vale accettare questa realtà e decidere d'essere felici, qualunque cosa accada.
Alfred Souza dice "Per tanto tempo ha avuto la sensazione che la mia vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c'erano sempre
ostacoli da superare strada facendo, qualcosa d'irrisolto, un
affare che
richiedeva ancora tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati. In seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la vita." Questo modo di percepire le cose ci aiuta a capire che non c'é un mezzo per essere felici ma la felicita è il mezzo. Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita, e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita, e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno. Allora smettete di aspettare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 kg, di prendere 5 kg, di avere dei figli, di vederli andare via di casa.
Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare.
Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova.
Smettete di aspettare la primavera, l'estate, l'autunno o l'inverno.
Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente, e decidete che non c'è momento migliore per essere felici che il momento presente.
La felicita e le gioie della vita non sono delle mete ma un viaggio.
Un pensiero per oggi:
Lavorate, come se non aveste bisogno di soldi; Amate, come se non doveste soffrire; Ballate, come se nessuno vi guardasse.
Ora rifletti bene e cerca di rispondere a queste domande:
1 - Nomina le 5 persone più ricche del mondo.
2 - Nomina le 5 ultime vincitrici del concorso Miss Universo. 3 - Nomina 10 vincitori del premio Nobel. 4 - Nomina i 5 ultimi vincitori del premio Oscar come miglior attore o attrice.
Come va? Male? Non preoccuparti.
Nessuno di noi ricorda i migliori di ieri. E gli applausi se ne vanno! E i trofei si impolverano! I vincitori si dimenticano!
Adesso rispondi a queste altre:
1 - Nomina 3 professori che ti hanno aiutato nella tua formazione. 2
- Nomina 3 amici che ti hanno aiutato in tempi difficili. 3 - Pensa ad alcune persone che ti hanno fatto sentire speciale. 4 - Nomina 5 persone con cui passi il tuo tempo.
Come va? Meglio?
Le persone che segnano la differenza nella tua vita non sono quelle con le migliori credenziali, con molti soldi, o i migliori premi...
Sono quelle che si preoccupano per te, che si prendono cura di te, quelle che ad ogni modo stanno con te.
Rifletti un momento. La vita è molto corta!
Tu, in che lista sei?
Non lo sai?...
Permettimi di darti un aiuto... Non sei tra i famosi, però sei tra quelli che ricordo per mandargli questo messaggio.
Qualche anno fa, alle Paraolimpiadi di Seattle, nove atleti, tutti mentalmente o fisicamente disabili erano pronti sulla linea di partenza dei 100 metri. Allo sparo della pistola, iniziarono la gara, non tutti correndo, ma con la voglia di arrivare e vincere. In tre correvano, un piccolo ragazzino cadde sull'asfalto, fece un paio di capriole e cominciò a piangere.
Gli altri otto sentirono il ragazzino piangere.
Rallentarono e guardarono indietro.
Si fermarono e tornarono indietro...ciascuno di loro.
Una ragazza con la sindrome di Down si sedette accanto a lui e cominciò a baciarlo e a dire: "Adesso stai meglio?"
Allora, tutti e nove si abbracciarono e camminarono verso la linea del traguardo.
Tutti nello stadio si alzarono, e gli applausi andarono avanti per parecchi minuti.
Persone che erano presenti raccontano ancora la storia. Perché?
Perché dentro di noi sappiamo che:
La cosa importante nella vita va oltre il vincere per se stessi.
La cosa importante in questa vita è aiutare gli altri a vincere, anche se comporta rallentare e cambiare la nostra CORSA.
saluti a tutti e buona corsa!
PS: Foto scattata Near Rockville Uta.. questo si che e' MTB
No sfardu

Cari amici del TUG la maratona del Piceno si avvicina e dopo un lungo periodo di allenamento, inframezzato dalla disastrosa partecipazione alla Maratona di Roma, la voglia do correre scema ogni giorno di piu'... che sia il preludio del prossimo schioppo?
Viceversa, con l'approssimarsi della bella stagione, che quest'anno sembra non arrivare mai definitivamente, cresce la voglia di avventura e di corsa Trail.
Qualce giorno fa' con il fido
PodiMC abbiamo fatto un paio di collinari veramente impegnativi immersi nella natura e sempre piu' forte sento "il richiamo della foresta".
Quando percorro le strade sterrate e ammiro i paesaggi delle nostre colline (da difendere) mi sovvengono i versi dell'ultima lettera di E. Ruess indirizzata al fratello.
Per chi non lo sapesse E. Ruess era un giovane che, rapito dal fascino della natura si era dato, a vagabondare nelle remote terre del West, in particolare nella zona a confine dello Utah all'interno della riserva Navajo (per chi ha letto Tex una zona mille volte sognata) e qui misteriosamente scomparso.

Recentemente questo mistero e' stato svelato con la scoperta dei resti del povero Everett in fondo ad un burrone dove era stato gettato dopo essere stato ucciso da un paio di balordi nativi.
Di seguito riporto il testo della lettera che vorrei fosse il motto del sottogruppo Trail del TUG:
"As to when I shall visit civilization again, it will not be soon, I think. I have not tired of the wilderness; rather I enjoy its beauty and the vagrant life I lead, more keenly all the time. I prefer the saddle to the streetcar and star-sprinkled sky to a roof, the obscure and difficult trail, leading into the unknown, to any paved highway, and the deep peace of the wild to the discontent bred by cities. Do you blame me then for staying here, where I feel that I belong and am one with the world around me?
It is true that I miss intelligent companionship, but there are so few with whom I can share the things that mean so much to me that I have learned to contain myself> It's enough that I am surronded by beauty...
Even from you scant description, I know that I could not bear the routine and the humdrum of the life you are forced to lead. I don't think I could ever settle down.
I have knowm too much of the dephts of life already, and I would prefer anything to an anticlimax."
--From Everett's last letter to his brother Waldo before he disappeared, written November 11, 1934.
Di seguito traduzione
adattata al podismo....
“Quando faro’ ritorno alle corse su strada? Non presto, credo.
Non sono ancora stanco della vita selvaggia, anzi apprezzo sempre di piu’ la sua bellezza e le corse erranti che conduco. Preferisco la sella al tram e il cielo stellato al soffitto, preferisco il sentiero oscuro e difficoltoso verso l’ignoto alla strada asfaltata, e la pace profonda del selvaggio allo scontento generato dalle citta’.
Disapprovi dunque che io resti qui dove sento di appartenere e di essere tutt’uno col mondo?
E’ vero, mi manca compagnia intelligente, ma sono cosi’ poche le persone con le quali posso condividere cio’ che per me e’ tanto importante che ho imparato a contenermi.
La bellezza intorno a me e’sufficiente. (…)
Basta perfino la tua breve
tabella a farmi capire che mai potrei reggere il tran tran dei lunghi, e penso che mai riusciro’ ad adattarmi.
Ho conosciuto esperienze talmente profonde che preferirei qualsiasi cosa a un anticlimax.”
Dall’ultima lettera di Carcarlo, scritta all'amico
Piertinti prima dello schioppo a PSG.
PS: E sia chiaro che se dovessi
acclarare che qualcuno a mia insaputa mi ha pagato l'iscrizione alla maratona io lo ringrazierei!
LucaRace
Ciao ragazzi a proposito di corsa.....
la corsa è un atto naturale, spontaneo. Chi supera le barriere del superficiale, trova nella corsa qualcosa di antico, remoto, ancestrale. La corsa nasce da necessità primordiali: dal bisogno di comunicare più velocemente. La corsa è figlia di una urgenza di velocità. E oggi, nel delirio ipertecnologico in cui la velocità corre via cavo o con il satellite, la corsa forse può sembrare un fatto anacronistico. Ma così non è. Correre è un atto di coraggio. Correre significa avere voglia di ascoltarsi, sentirsi “dentro” nel Nostro più profondo. Di andare oltre il frastuono che ci circonda, di superarlo. Di sentire la pianta dei piedi dal tallone fino alle dita. Di percepire il ballonzio dei polpacci, il sù e giù dei quadricipiti femorali .E di scoprire il significato interiore della stabilità attraverso il bacino, accorgersi che madre natura ci ha dato anche i gomiti, e capire che tra braccia ed equilibrio ci sono molte affinità. Ma non è tutto qui. La corsa è purificazione attraverso la fatica, il sudore, i polmoni dilatati, il battito del cuore accelerato. E non si tratta di scomodare il luogo comune della sedentarietà .Non si corre per reazione alla sindrome da ufficio. Chi corre costantemente lo fa perché “qualcosa” lo spinge a farlo. La corsa è un sentimento. La corsa è ritmo. La corsa spinge all’estremo la soglia della fatica. E un buon corridore cerca di spostarla sempre un po’ più in là. La corsa è conoscenza. Del corpo e dei luoghi che ci circondano. Un buon corridore conosce il degrado urbano, ma è anche un ricercatore di luoghi e spazi di cui appropriarsi e in cui identificarsi. Un corridore diventa una persona sensibile verso la natura vede il passare delle stagioni il freddo poi il caldo, il filo d’erba crescere a bordo strada con la sua forza divenire grande poi seccarsi, cadere le foglie…..insomma osserva molto il passare delle stagione il tempo che passa. La corsa è un suono. La corsa è un atto di ribellione verso il conformismo dell’omologazione: chi corre scopre nuove identità, non solo personali. Quindi la corsa ti avvicina agli elementi naturali e spirituali. La corsa è zen allo stato puro. E alle soglie del terzo millennio una è la cosa che uomini e donne continueranno a fare: la corsa. Del resto non siamo nati per correre? è un vero lusso solo per chi scopre questo spicchio di mondo trova una ricchezza infinita; che vera fortuna e ricchezza e apprezziamo Salutoni a tutti Luca... e a presto!!