TuttiUnGruppo
giovedì, maggio 06, 2010
  LucaRace
Ciao ragazzi a proposito di corsa.....
la corsa è un atto naturale, spontaneo. Chi supera le barriere del superficiale, trova nella corsa qualcosa di antico, remoto, ancestrale. La corsa nasce da necessità primordiali: dal bisogno di comunicare più velocemente. La corsa è figlia di una urgenza di velocità. E oggi, nel delirio ipertecnologico in cui la velocità corre via cavo o con il satellite, la corsa forse può sembrare un fatto anacronistico. Ma così non è. Correre è un atto di coraggio. Correre significa avere voglia di ascoltarsi, sentirsi “dentro” nel Nostro più profondo. Di andare oltre il frastuono che ci circonda, di superarlo. Di sentire la pianta dei piedi dal tallone fino alle dita. Di percepire il ballonzio dei polpacci, il sù e giù dei quadricipiti femorali .E di scoprire il significato interiore della stabilità attraverso il bacino, accorgersi che madre natura ci ha dato anche i gomiti, e capire che tra braccia ed equilibrio ci sono molte affinità. Ma non è tutto qui. La corsa è purificazione attraverso la fatica, il sudore, i polmoni dilatati, il battito del cuore accelerato. E non si tratta di scomodare il luogo comune della sedentarietà .Non si corre per reazione alla sindrome da ufficio. Chi corre costantemente lo fa perché “qualcosa” lo spinge a farlo. La corsa è un sentimento. La corsa è ritmo. La corsa spinge all’estremo la soglia della fatica. E un buon corridore cerca di spostarla sempre un po’ più in là. La corsa è conoscenza. Del corpo e dei luoghi che ci circondano. Un buon corridore conosce il degrado urbano, ma è anche un ricercatore di luoghi e spazi di cui appropriarsi e in cui identificarsi. Un corridore diventa una persona sensibile verso la natura vede il passare delle stagioni il freddo poi il caldo, il filo d’erba crescere a bordo strada con la sua forza divenire grande poi seccarsi, cadere le foglie…..insomma osserva molto il passare delle stagione il tempo che passa. La corsa è un suono. La corsa è un atto di ribellione verso il conformismo dell’omologazione: chi corre scopre nuove identità, non solo personali. Quindi la corsa ti avvicina agli elementi naturali e spirituali. La corsa è zen allo stato puro. E alle soglie del terzo millennio una è la cosa che uomini e donne continueranno a fare: la corsa. Del resto non siamo nati per correre? è un vero lusso solo per chi scopre questo spicchio di mondo trova una ricchezza infinita; che vera fortuna e ricchezza e apprezziamo Salutoni a tutti Luca... e a presto!!
 
Comments:
Bravo Luca, condivido, soprattutto la parte sulla fatica ed il desiderio di spostare il limite sempre più avanti.
Ciao
Massi
 
Condivido, aggiungerei la frase di CarCarlo: "tra una ripetuta e un'altra 4 schuffiotti per ricordare che deve soffrire"
PodiMC
 
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