La mia maratona di Torino
Il TuG esce vivo dalla competizione torinese e si regala una bella soddisfazione sportiva! Appena rientrati, stanotte verso le 23, mi appresto a descrivere brevemente la mia esperienza.
Ieri la giornata era grigia e fresca ma per fortuna niente pioggia. Tantissima umidità che abbassando la pressione mi faceva avvertire fin da subito difficoltà di respirazione. All’inizio ho pensato che fosse lo sforzo ma sentivo le gambe veramente sciolte così ho capito che questa sensazione sgradevole era da attribuire alle condizioni meteo. Ho pensato di seguire i pace da 3.15 ma tenevano un ritmo incostante e troppo sotto il tempo di riferimento così ho proseguito da solo con tanta tranquillità dovuta al fatto che sentivo le gambe reagire bene. Così è stato, nessun problema a parte il fatto che credevo saremmo restati più in città invece di essere destinati a percorrere tutto il percorso nei dintorni di Torino. Molto pubblico comunque nei paesi limitrofi e tanta partecipazione, percorso pieno di dislivelli molto preoccupanti fin dall'inizio, poi all’approssimarsi del 24° km, è iniziata una salita con una pendenza notevole e, per 4 km, la mia media si è attestata intorno a 5 al minuto mentre precedentemente si aggirava intorno a 4.35. Mentre percorrevo questo calvario insieme a tanti altri atleti, il dubbio di come avrei reagito al termine della pendenza ha inziato ad occupare tutti i miei pensieri, complice forse anche un abbassamento della temperatura. Ho iniziato a dubitare della preparazione che avevo impostato, di norma mi alleno per far reagire le gambe in acido lattico che ne compromette l'agilità però non ero sicuro di aver fatto tutto bene, così oltre alla sofferenza fisica ci si è messo anche il disagio mentale. Inoltre un gruppo di manifestanti anti TAV mi infastidiva dicendomi: "Vota no, Vota no!", io, che non riuscivo a tenere neanche la testa alta per lo sforzo sono stato tentato di mandarli tutti al diavolo poi ho pensato tra me e me:" Chissà forse qualcuno ce li ha mandati, meglio risparmiare le energie"...e infatti così è stato....Vittò ci ha regalato questa soddisfazione...
Sapevo che da lì a poco sarebbe iniziata la discesa così sentendomi bene ho iniziato a rimettermi in carreggiata prima a 4.40 per testare le gambe poi ancora a 4.35. E così fino al 32°. A quel punto ho controllato il tempo totale ne secondo display del gamin per la prima volta e ho fatto due conti: "se mi metto a 5 comunque miglioro il personale, ma forse spreco una buona preparazione", così ho proseguito alternando un km a 4.35 ed uno a 4.40 (per recuperare) e fino al termine sono andato avanti così.
Insomma strategia e gambe mi hanno portato a migliorami ma soprattutto ad affrontare bene una maratona per dei versi estrema ed atipica che mi ha fatto rimpiangere quella del Piceno versione "La Grotta".
Poi c'è stato tutto il contorno degli amici, delle battute, del RUMA' di Vittò, del viaggio, delle passeggiate per Torino, insomma un'esperienza bellissima che spero ripeteremo presto.
TnT