Tabelle, considerazioni, maratona.
Mercoledì ho fatto qualche ripetuta e la schiena mi ha dato meno fastidio del solito. Mi sono divertito perché le gambe stranamente hanno tenuto, l’unica fatto negativo è correre sempre da solo. Qui non si vede più nessuno, allenarsi senza confronto e senza stimoli è molto limitante...domenica con oltre 30 km sarà anche alienante,vedremo....
Credo che la tabella che ho costruito per la preparazione alla maratona sia efficace, l’obbiettivo per me è stato inizialmente fare adattamenti, strutturali e metabolici, in seguito ad una carenza di allenamento aerobico.
Ora, invece, di ricostruire la resistenza alla corsa in acido lattico. I miei allenamenti specifici, quelli che faccio (quasi) una volta alla settimana hanno il fine di costruire la resistenza con la soglia basata sul tempo di maratona, ovvero prediligendo di fatto una minor velocità di ripetuta ma recuperando a ritmo maratona.
Mi stimola molto più lo studio su me stesso e conseguente risultato non per questioni di tempo ma per riscontrare ancora una volta se essere in grado di costruirmi in base a delle aspettative cronometriche, riadattando di volta in volta in base al tempo a disposizione alle condizioni fisiche del momento ed anche alle condizioni meteo.
La prestazione cronometrica è importante ma ancora di più come raggiungerla e soprattutto come mantenerla nel tempo. Circa due anni fa correvo con altissima frequenza stressando il fisico e moltissimo la testa, ho fatto qualche buona gara ma non tanto quanto avrei voluto. Ora con un po' più di esperienza credo che avrei fatto meglio ad aggiungere qualche sessione di sano riposo o al più una corsa lenta. Ho notato che moltissimi allenatori utilizzano molto la corsa lenta per portare l'atleta a livelli di pulsazione molto bassi, quasi da brachicardici, se da un punto di vista è molto facile da un altro ci vuole più tempo ed in pochi sono disposti a programmare con largo anticipo le gare. Forse, come nel mio caso, si può fare per una maratona.
TnT