TuttiUnGruppo
venerdì, maggio 23, 2008
  La corsa dolce 1


Ho trovato questo bellissimo aticolo di un tale Maurizio Crispi che condivido pienamente e che vi sottopongo..

Quando corriamo, siamo in una condizione ideale per osservare il mondo che ci circonda.
Mi spiego meglio.
Viviamo in un mondo che tende alla velocizzazione sempre più estrema.
Si valorizzano sempre di più il movimento, la velocità di esecuzione del gesto, il livello performativo, talvolta in modo così estremo che non vi è più la possibilità di capire cosa sta accadendo.
In alcuni casi ciò dipende dal fatto che nella rappresentazione mediatica della realtà vi è sempre più massiccia la tendenza a copiare i videogiochi.
Prendete il caso dei moderni film di azione: colonne sonore sparatissime, sequenze di azioni turbinose amplificate da un uso magistrale degli effetti speciali e di azioni mirabolanti messe in scena dagli stuntman.

A volte l'azione è così veloce che non si capisce affatto che cosa stia accadendo; tra rumori convulsi, tonfi, botti e turbini di movimento non si riesce più a cogliere il singolo dettaglio dell'azione, se non avere la percezione confusa che sia accaduto qualcosa.
La stessa cosa succede quando ci spostiamo in treno o in automobile: velocità sempre più estreme, riduzione dei tempi di percorrenza, lo spostamento da un luogo ad un altro si riduce alla lettura e registrazione di mere cifre: il tempo necessario, misurabile in ore, minuti, secondi, per percorrere una determinata distanza, gli importi chilometrici realizzati nello spostamento.
Ma, a volte, non ci preoccupa nemmeno di questi aspetti. Si vive lo spostamento in maniera inconsapevole, a volte esprimendo paradossalmente lamentele circa il fatto che sia avvenuto in maniera poco veloce…
La velocità spesso non consente più di "guardare" cosa c'è fuori di noi, precludendo ai diversi elementi della realtà esterna l’ingresso nel nostro campo percettivo, se non in maniera confusa e turbinante, labili tracce imperfette dai contorni sfumati ed indistinti.
E spesso, anche quando non si è immersi in un’azione veloce, si cerca comunque un surrogato della velocità: basti pensare a quelli che, per correre, hanno l’assoluta necessità della musica nelle orecchie, sostituendo così al ritmo del proprio corpo quello veloce dispensato dal walkman.
Quanto maggiore è la velocità dello spostamento, tanto più siamo spinti a rinunciare a costruire nella nostra mente un'immagine della realtà che abbiamo attraversato, che sia ricca di dettagli e di elementi cromatici.

Come non condividere queste parole? Non sembra scritto appositamente per il nostro amico Tnt (vedi post The Tnt Supremacy...smart...fast paced...totally gripping...) che fa della velocita' e della prestazione il fondamento della sua corsa? Per non parlare delle sue scelte politiche che collimano perfettamente con questa visione della realta' ... tutto torna ... il SUV..etc. etc.
 
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