Farid-al-Din Attar

Il post del
Tnt sul numero di Km da lui percorsi mi ha portato a riflettere sulla concezione antitetica che abbiamo di intendere la corsa.
L'atteggiamento della maggior parte dei podisti, anzi direi di tutti quelli che non hanno letto o non hanno capito il testo fondamentale del podismo "
La corsa dolce", e' tipicamente di stampo materialista-occidentale.
Per essi la corsa e' affermazione del proprio ego, superamento dei propri limiti, affermazione sociale: insomma, ci siamo capiti, sono completamente nella modalita' dell'avere (From, Avere o Essere?).
Non a caso la loro auto preferita e' il SUV! Vedere mio post in merito.
Per chi invece ha letto "La corsa dolce" essa ha un significato totalmente diverso: non affermazione del proprio ego ma annullamento dello stesso nel tutto, non superamento dei propri limiti ma accettazione degli stessi, non affermazione personale ma rinuncia a qualsiasi affermazione!
Questi concetti ho ritrovato meravigliosamente sintetizzati nelle parole del mistico sufi
Attar (guarda caso nato a Nishapur. come l'amato Kayhamm):
Il pellegrino,
il pellegrinaggio e il cammino.
Nient'altro che me verso me stesso.In conclusione dico al Tnt:"
Tnt, hai fatto tanti chilometri per rimanere fermo!".
CRC di Nishapur.
Per chi vuole approfondire
http://en.wikipedia.org/wiki/Farid_al-Din_Attar